Bonus 110 e bonus facciate: cosa succede dopo i lavori? Guida pratica tra vizi, crediti e condominio
Dalla promessa alla realtà (scomoda)
Negli anni del Superbonus 110% e del bonus facciate nel mio canale Youtube ho pubblicato video su opportunità, cessione del credito e sconto in fattura.
Oggi rileggo quelle regole alla luce di ciò che vedo nei fascicoli: cappotti applicati male, muffe e infiltrazioni, SAL discordanti, asseverazioni incomplete, crediti non riconosciuti dall’Agenzia delle Entrate.
Questo articolo non ripete il video: lo approfondisce. Troverai un quadro ordinato dei problemi tipici, i riferimenti legali essenziali e una checklist operativa per muoverti senza perdere tempo (e diritti).
Annuncio: pubblicherò sul mio canale un video della serie “Due Minuti” con i 5 controlli da fare prima di un ricorso sul credito respinto.
1) Qualità degli interventi: vizi, difetti e responsabilità dell’appaltatore
La corsa a rientrare nei tempi ha spesso generato materiali inadeguati e maestranze improvvisate.
Risultato: cappotti che non isolano, ponti termici irrisolti, distacchi, muffe.
In diritto, però, i rimedi esistono.
- Art. 1667 c.c. – Vizi e difformità: l’appaltatore risponde dei vizi; il committente può chiedere riparazione, riduzione del prezzo o risoluzione.Nota pratica: la denuncia dei vizi va fatta senza ritardo dalla scoperta; l’azione ha termini stringenti.
- Art. 1669 c.c. – Rovina e gravi difetti: tutela più ampia e prolungata per difetti che incidono su solidità, funzionalità e sicurezza (anche impianti/isolamento).
⚠️ Attenzione: contestare l’opera è sacrosanto, ma può riflettersi sulla gestione del credito d’imposta se i lavori vengono messi in discussione. Serve una strategia coordinata tra tecnico e legale.
2) Credito non riconosciuto o “incagliato”: cosa significa e come reagire
Scenario ricorrente: lavori eseguiti, credito ceduto alla banca o caricato nel cassetto fiscale, poi i controlli e il diniego.
Le cause più frequenti:
- Errori formali: incongruenze tra SAL, allegati mancanti, asseverazioni incomplete, APE ante/post non coerenti.
- Profili sostanziali: costi non congrui, massimali superati, errata qualificazione tra interventi trainanti/trainati.
Le strade possibili:
- Istanza di autotutela per errori evidenti e documentabili.
- Ricorso tributario contro il provvedimento di diniego (occhio ai termini dalla notifica).
- Azione di responsabilità verso tecnici/professionisti in caso di colpa professionale (verifica polizze RC).
- Interlocuzione con l’istituto cessionario per verifiche congiunte: utile, ma non sempre esigibile.
Documenti da avere subito in ordine: cronologia dei SAL, copie di tutte le asseverazioni, APE, computi metrici, capitolati, contratti, verbali, PEC.
Un fascicolo ordinato fa spesso la differenza tra una difesa efficace e un rigetto “per difetto di prova”.

3) Condominio: come evitare che il cantiere diventi una guerra di religione
In condominio la tensione si taglia col coltello: lavori a metà, richieste extra, assemblee interminabili.
Un edificio con ponteggi eterni o cause pendenti perde valore e scoraggia i compratori.
La governance è decisiva.
Cosa deliberare (bene) in tempi rapidi:
- Verbale tecnico indipendente: stato lavori, vizi, priorità.
- Quadro economico aggiornato: residui, extra, fabbisogni.
- Mandato chiaro all’amministratore per negoziare/agi re con impresa e professionisti.
- Mediazione o negoziazione assistita prima del contenzioso, per ridurre tempi e rischi.
- Piano di completamento realistico, con milestones e verifiche periodiche.
Cosa fare – Checklist operativa
- Raccogli tutto: SAL, APE, asseverazioni, computi, contratti, capitolati, verbali, PEC.
- Perizia tecnica: fotografia neutra dello stato dell’opera e dei vizi.
- Messa in mora dell’impresa: chiara, circostanziata, con termine per adempiere.
- Valuta i tempi: denunce e azioni hanno termini; non aspettare.
- Credito: acquisisci l’atto di diniego, leggi la motivazione, valuta autotutela/ricorso.
- Condominio: ODG con punti chiari e documenti già pronti.
- Strategia integrata: coordina tecnico – fiscale – legale.
FAQ
Il mio credito è stato respinto: che faccio?
Richiedi gli atti, verifica errori formali e prova l’autotutela. Se il diniego è sostanziale, valuta il ricorso con un piano probatorio. Per colpa professionale, considera l’azione di responsabilità.
I lavori sono mal eseguiti: posso rivalermi sull’impresa?
Sì. Con gli strumenti degli artt. 1667–1669 c.c. (riparazione, riduzione del prezzo, risoluzione; tutela per gravi difetti). Occhio ai termini: agisci subito e in modo tracciabile.
Cantiere bloccato in condominio: come sblocco?
Serve una delibera con perizia indipendente, quadro economico aggiornato e mandato all’amministratore per negoziare o agire. Spesso la mediazione accelera.
Se l’impresa è fallita, che possibilità ho?
Occorre insinuarsi al passivo del fallimento, ma le chance di recupero sono ridotte. In parallelo si può valutare un’azione verso i professionisti che hanno seguito pratiche e asseverazioni.
Posso vendere casa se il cantiere è ancora aperto o ci sono cause in corso?
Sì, ma il valore dell’immobile può diminuire sensibilmente. È consigliabile fornire al compratore tutta la documentazione e chiarire lo stato dei lavori per evitare contestazioni future.
Le polizze assicurative dei professionisti coprono sempre i danni da asseverazioni errate?
In linea di massima sì, ma occorre verificare attentamente massimali, franchigie ed esclusioni della polizza. Non tutte le RC coprono errori legati a bonus edilizi.
Conclusione: incentivi forti, fiducia fragile
Misure iper‑premiali come il 110% hanno acceso entusiasmo ma anche distorsioni: inflazione dei prezzi, qualità altalenante, contenziosi, crediti incagliati.
Al Paese servono incentivi più stabili e graduali, meno spettacolari ma più solidi.
Al centro restano le persone e la casa, che non è solo un bene economico: è identità e memoria.
Affrontare questi nodi con lucidità, responsabilità e cura è il primo passo per ricostruire fiducia tra cittadini, imprese e istituzioni.
Se ti serve un confronto sul tuo caso, parliamone: mettiamo in ordine atti e prove e impostiamo un piano d’azione essenziale (cosa fare, quando, con quali documenti).
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Autore: Avv. Stefano Nardini
Avvocato, esperto in diritto delle nuove tecnologie, privacy e sicurezza informatica. Opera da oltre 20 anni nella consulenza per imprese, professionisti ed enti pubblici su GDPR, compliance e innovazione digitale. Data Protection Officer e Privacy Officer certificato.
Si occupa inoltre di diritto civile e penale, con esperienza in contenzioso, contrattualistica, responsabilità civile, reati connessi all’ambito digitale (cybercrime, trattamento illecito dei dati) e difesa penale tradizionale.
Lavora sul fronte della prevenzione e della gestione pratica dei rischi, unendo competenza tecnica e attenzione ai principi di giustizia ed etica.
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L’autore ha impiegato strumenti di intelligenza artificiale come supporto redazionale, curando personalmente la selezione, l’organizzazione e la verifica rigorosa dei contenuti.
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