Imitare il cervello, capire l’umano. La responsabilità non si delega.
Quando Frank Rosenblatt costruì il primo percettrone, nel 1958, lo presentò come l’embrione di un cervello elettronico capace di riconoscere schemi visivi attraverso una rete di connessioni pesate che imitava, almeno nell’intenzione, il funzionamento dei neuroni biologici. Da allora l’informatica non ha mai smesso di prendere in prestito il lessico della neurologia, e parliamo ancora…
